Rimessaggio: come preparare il golf cart
Consigli utili per mantenere una golf cart nelle condizioni migliori possibili durante i mesi di inutilizzo.
Strutture turistiche, aziende agricole, privati… prima o poi ogni possessore di veicoli elettrici potrebbe dover tenere un mezzo a rimessaggio per tempi prolungati. È il periodo in cui, apparentemente, non succede nulla. In realtà è proprio durante il fermo che si formano la maggior parte dei problemi che si scoprono solo quando diventa necessario usare la macchina: batterie che non tengono più la carica, pneumatici deformati, morsetti corrosi.
Prepararli bene richiede meno di un’ora per mezzo. Ecco cosa fare, in ordine.
Prima di fermare il mezzo
1. Lavare e asciugare accuratamente. Terra, erba, polvere e residui lasciati addosso per mesi rovinano la carrozzeria e favoriscono la corrosione. Dopo il lavaggio il mezzo va asciugato bene: l’umidità intrappolata sotto un telo è peggio dello sporco.
2. Controllare lo stato delle batterie. Le operazioni da fare cambiano in base al tipo di batteria montata: le trovate nella sezione successiva. È il passaggio più importante di tutta la preparazione.
3. Pulire e ingrassare i morsetti. Se un morsetto è già ossidato quando si ferma il mezzo, nei mesi di sosta l’ossidazione avanza parecchio. Vanno puliti, controllati nel serraggio e protetti con grasso specifico per contatti elettrici.
4. Portare l’interruttore Run-Tow su TOW. Serve a isolare la centralina ed è indispensabile se il mezzo dovrà essere spostato a spinta per raggiungere il ricovero. Sulla maggior parte dei golf cart si trova nel vano batterie: se non sapete dove cercarlo, lo spieghiamo nella guida sull’interruttore Run-Tow.
5. Gonfiare i pneumatici alla pressione corretta, o leggermente sopra. In mesi di sosta un po’ di pressione si perde comunque. Partire già bassi porta alla deformazione del battistrada nel punto di appoggio.
6. Controllare che non ci siano forature. Un pneumatico che perde lentamente, in qualche mese si sgonfia del tutto e il cerchio arriva a gravare sulla spalla. È un danno che si evita con un controllo di trenta secondi.
7. Lasciare libero il freno di stazionamento. Su alcuni modelli il freno tirato per mesi può far grippare i ceppi. Meglio bloccare il mezzo con dei cunei sotto le ruote.
Le batterie durante il fermo
È la parte che fa più differenza. Il problema più comune riscontrato sui veicoli elettrici dopo mesi di inattività è il pacco batterie che non tiene più la carica.
Tutte le batterie, di qualsiasi tecnologia, si scaricano lentamente anche da ferme. Quello che cambia da un tipo all’altro è la velocità con cui succede e il modo corretto di prepararle alla sosta. Prima di procedere è quindi necessario capire che tipo di batterie monta il mezzo.
Batterie al piombo acido
Si riconoscono dai tappi presenti sulla parte superiore. Sono il tipo più diffuso e anche quello che richiede più attenzioni.
Rabboccare con acqua demineralizzata prima del fermo. Il controllo del livello va fatto prima di fermare il mezzo, non al ritorno. Se le piastre restano scoperte durante i mesi di sosta il danno è irreversibile. Il livello corretto è circa 2 cm sotto il lembo di plastica interno alla cella. Ne parliamo nel dettaglio nella guida alla manutenzione delle batterie al piombo.
Caricare completamente il pacco. Le batterie al piombo non vanno mai lasciate ferme a lungo con carica parziale: è la condizione che le rovina più in fretta. Il ciclo di carica va portato a termine, staccando il caricabatterie solo quando ha segnalato di aver finito.
Durante il fermo, scegliere una delle due strade. Se è possibile tornare sui mezzi periodicamente, la soluzione migliore è lasciare il pacco collegato e fare un ciclo di ricarica completo circa una volta al mese. In alternativa, scollegare il polo negativo elimina le correnti parassite dell’impianto e rallenta sensibilmente la scarica: in questo caso però va messo in conto che alla ripartenza le batterie andranno ricaricate completamente e controllate.
Batterie AGM
Non hanno tappi e non richiedono rabbocchi: l’elettrolita è trattenuto in separatori di fibra di vetro e il pacco è sigillato. Restano comunque batterie al piombo, quindi la logica di fondo è la stessa.
Nessun rabbocco. Non vanno aperte e non va aggiunta acqua in nessun caso.
Caricare completamente prima del fermo. Come per il piombo acido, la sosta prolungata a carica parziale è dannosa.
Usare un caricabatterie con profilo adatto. Le AGM sono più sensibili alla sovraccarica rispetto alle batterie ad elettrolita libero. Se il caricabatterie prevede la selezione del tipo di batteria, va impostato correttamente.
Durante il fermo valgono le stesse due strade del piombo acido, con una differenza a favore: le AGM si autoscaricano più lentamente, quindi il controllo periodico può essere meno frequente.
Batterie al litio
Hanno una gestione elettronica interna e un comportamento diverso dalle batterie al piombo. Le indicazioni possono variare da produttore a produttore, quindi vale sempre la pena verificare il manuale del pacco installato.
Spegnere il pacco con l’apposito pulsante. Le batterie al litio montano un interruttore sulla carcassa che disattiva l’elettronica di gestione. Spegnerlo durante il fermo evita che il sistema continui ad assorbire corrente per mesi.
Non lasciarle a carica bassa. Un pacco al litio lasciato scarico a lungo può scendere sotto la soglia di sicurezza e non essere più recuperabile.
Verificare il livello di carica consigliato per la sosta. A differenza del piombo, molti produttori di batterie al litio consigliano di conservare il pacco a carica parziale anziché al 100%. È un’indicazione che cambia da marca a marca: in caso di dubbio, il manuale del pacco è il riferimento.
Attenzione alle basse temperature. Le batterie al litio non vanno ricaricate quando la loro temperatura è vicina o inferiore allo zero: la carica a freddo le danneggia in modo permanente. Se il locale di ricovero non è riscaldato, prima di collegare il caricabatterie in inverno bisogna lasciare che il pacco raggiunga una temperatura adeguata.
Dove ricoverare il mezzo
Al coperto, possibilmente in un locale asciutto e ventilato. Il freddo accelera l’autoscarica delle batterie e l’umidità favorisce la corrosione.
Lontano da fonti di calore diretto. Stufe, generatori e caldaie non devono trovarsi nelle immediate vicinanze.
Un telo traspirante pensato per questo scopo può aiutare a mantenere il mezzo pulito.
Prima di ripartire
Il momento peggiore per scoprire un problema è la prima giornata di piena attività. Vale la pena dedicare mezz’ora per:
- Controllare il livello dell’acqua nelle celle e rabboccare se necessario (per batterie al piombo acido)
- Ricollegare il pacco batterie (se era stato scollegato) e fare un ciclo di carica completo
- Verificare la pressione dei pneumatici e lo stato del battistrada
- Riportare l’interruttore Run-Tow su RUN
- Provare i freni e lo sterzo su un percorso breve prima di rimettere il mezzo in servizio
- Controllare che il caricabatterie funzioni regolarmente
Se dopo la carica completa un mezzo mostra un’autonomia molto inferiore a quella che possedeva in precedenza, le batterie hanno probabilmente sofferto durante il fermo e vale la pena farle controllare prima di iniziare a sfruttare la macchina.
Serve una mano?
Nella nostra officina di Manerba del Garda ci occupiamo di rimessaggio invernale, controllo e rigenerazione delle batterie per golf cart e veicoli elettrici di tutte le principali marche.
Se preferite affidare a noi la preparazione dei mezzi per l’inverno, potete contattarci allo 0365 552620 o scriverci a info@pedrottitiziano.com.
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