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Guide Manutenzione

Batterie al piombo acido: come riconoscerle e mantenerle

Riconoscerle, caricarle senza rovinarle e rabboccare il livello giusto: tre gesti semplici che allungano di anni la vita del pacco batterie.

5 min di lettura

Le batterie sono il componente più costoso di un veicolo elettrico e anche quello che si rovina più facilmente. La buona notizia è che la maggior parte dei danni che vediamo in officina non nasce da difetti di fabbricazione, ma da abitudini sbagliate che si possono correggere in pochi minuti al mese.

In questa guida spieghiamo come riconoscere una batteria al piombo acido, come caricarla nel modo corretto e come tenere sotto controllo il livello dell’acqua. Sono tre cose semplici, ma fanno la differenza tra un pacco batterie che dura pochi anni e uno che ne dura molti di più.

Come riconoscere una batteria al piombo acido

Il modo più immediato per capire che tipo di batteria monta il vostro mezzo è guardare la parte superiore.

Se sulla sommità della batteria ci sono dei tappi, si tratta di una batteria al piombo acido ad elettrolita libero. È il tipo più diffuso sui golf cart e sui veicoli elettrici da lavoro, ed è anche quello che richiede manutenzione periodica.

Batteria al piombo acido per veicoli elettrici: sulla sommità sono allineati i tappi delle singole celle.
I tappi sulla sommità: è il dettaglio che distingue una batteria al piombo acido ad elettrolita libero.

Ogni tappo corrisponde a una cella separata. Le celle sono compartimenti indipendenti l’uno dall’altro: al loro interno si trovano le piastre in piombo immerse nell’elettrolita, una soluzione di acido solforico e acqua. La reazione tra il piombo e l’acido è ciò che permette alla batteria di accumulare e restituire energia.

Questo spiega perché la manutenzione va fatta cella per cella: ogni cella ha il suo livello di liquido e va controllata singolarmente.

Da qui derivano anche due avvertenze importanti. La prima è che l’elettrolita contiene acido solforico: quando si lavora su una batteria è necessario indossare guanti e occhiali protettivi, ed evitare il contatto con pelle, occhi e indumenti. La seconda è che durante la carica le batterie al piombo acido possono produrre gas, quindi vanno caricate in un ambiente ventilato e lontano da fiamme libere o scintille.

Apertura di una cella con il tappo rimosso: si intravede l’interno del compartimento, con le piastre immerse nell’elettrolita.
Con il tappo rimosso si accede alla singola cella. Ogni cella va controllata per conto suo.

La ricarica: perché non va mai interrotta

Questo è il punto su cui si commettono più errori, ed è anche quello che causa i danni più costosi.

Le batterie al piombo acido soffrono molto le ricariche incomplete. Ogni volta che il ciclo di carica viene interrotto prima del termine, sulle piastre si accumulano depositi che riducono in modo permanente la capacità della batteria. Il fenomeno è progressivo: una singola carica interrotta non fa danni evidenti, ma la ripetizione dell’abitudine porta nel giro di pochi mesi a un pacco batterie che non tiene più la carica.

La regola è semplice: il caricabatterie va lasciato collegato fino a quando non ha completato da solo l’intero ciclo.

Il ciclo di carica di una batteria al piombo non è lineare. La fase finale, quella che il caricabatterie esegue quando la batteria sembra già piena, è la più importante: serve a portare tutte le celle allo stesso livello e a impedire che i depositi si consolidino. È la parte che viene saltata più spesso ed è quella che protegge la batteria nel tempo.

Un caricabatterie moderno segnala in modo chiaro quando ha finito, tipicamente con led colorati di verde o led lampeggianti che diventano fissi al completamento. Fino a quel momento la carica è ancora in corso, anche se il mezzo sembra pronto per essere usato.

Se il veicolo viene utilizzato tutti i giorni, conviene organizzarsi in modo che la carica avvenga durante la notte: è il modo più semplice per avere sempre cicli completi senza dover rinunciare al mezzo.

Generalmente un pacco batterie da 48v per golf cart impiega tra le 8 e le 10 ore per una carica completa.

Il rabbocco: acqua demineralizzata e livello corretto

Durante la carica una parte dell’acqua contenuta nell’elettrolita evapora. Se il livello scende troppo, le piastre in piombo restano scoperte e si danneggiano in modo irreversibile. Per questo il rabbocco è la manutenzione più importante che si possa fare su una batteria al piombo acido.

Si rabbocca esclusivamente con acqua demineralizzata (chiamata anche acqua distillata o acqua per batterie). Non va mai usata acqua di rubinetto: i sali minerali e il calcare che contiene si depositano sulle piastre e riducono la capacità della batteria. Non va mai aggiunto acido: l’acido non evapora, evapora solo l’acqua, quindi aggiungerne altro altera la concentrazione dell’elettrolita e rovina la batteria.

Come frequenza, una volta al mese è un buon punto di partenza. Se il mezzo viene usato molto e quindi caricato spesso, i controlli vanno fatti più di frequente: più cicli di carica significano più evaporazione. Nei periodi di uso intenso vale la pena controllare ogni due o tre settimane.

Il rabbocco va sempre fatto a batteria carica, mai prima della ricarica. Durante la carica il livello del liquido si alza: se si rabbocca a batteria scarica si rischia di trovarsi con l’elettrolita che fuoriesce dai tappi a fine ciclo.

Qual è il livello giusto

Guardando dentro la cella con il tappo rimosso, si nota un lembo di plastica che si estende verso l’interno. È il riferimento da usare.

Il livello corretto dell’acqua è circa 1-2 cm al di sotto di quel lembo.

Due celle aperte viste dall’alto: dentro ciascuna si riconosce il lembo di plastica che scende verso l’interno.
Il lembo di plastica che scende all’interno della cella è il riferimento: il liquido va tenuto 1-2 cm più in basso.

Due errori da evitare. Il primo è rabboccare troppo poco: se le piastre restano scoperte anche solo parzialmente, la parte esposta all’aria si danneggia e non recupera più. Il secondo è riempire troppo: durante la carica il liquido si espande e, se il livello è già alto, l’elettrolita fuoriesce dai tappi. L’acido che esce corrode i morsetti, sporca il vano batterie e fa perdere alla batteria parte della sua concentrazione.

Dopo il rabbocco, richiudete bene tutti i tappi e verificate che i morsetti siano puliti e ben serrati.

Serve una mano?

Nella nostra officina di Manerba del Garda ci occupiamo di manutenzione, controllo e rigenerazione delle batterie per golf cart e veicoli elettrici di tutte le principali marche.

Se avete dubbi sullo stato delle vostre batterie, o se volete far controllare i mezzi prima di fermarli per l’inverno, potete contattarci allo 0365 552620 o scriverci a info@pedrottitiziano.com.

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